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TRATTAMENTI SECONDARI

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Il nostro approccio alla depurazione di acque di scarico civili e industriali si basa sull'eliminazione efficiente degli inquinanti organici attraverso l'azione di ceppi batterici aerobici.

Questi batteri, in presenza di ossigeno, degradano i composti organici, producendo acqua, anidride carbonica e sali minerali.
 

Attraverso tecnologie all'avanguardia e processi innovativi, riusciamo a trattare efficacemente le acque di scarico, eliminando impurità e contaminanti che possono essere dannosi per l'ecosistema.

La nostra missione è fornire soluzioni di depurazione di acque di scarico civili e industriali che siano efficienti e sostenibili, contribuendo così a un futuro più pulito e salubre.
 

Siamo impegnati nel garantire che ogni progetto sia realizzato con la massima attenzione alla qualità e alla sicurezza, offrendo ai nostri clienti il supporto e l'esperienza necessari per affrontare le sfide legate alla gestione delle risorse idriche.
 

Il nostro team tecnico, durante la fase di progettazione, seleziona la tecnologia più idonea in base alle caratteristiche del refluo, agli obiettivi da raggiungere e alle esigenze del cliente.

Le principali tecnologie applicate includono:

Impianto di depurazione

Questi impianti prevedono una serie di ricircoli interni per ottimizzare la rimozione dell'azoto attraverso le fasi di nitrificazione e denitrificazione, oltre a riutilizzare parte della biomassa separata nel decantatore all'interno del processo biologico.

IMPIANTI A FANGHI ATTIVI

Sequenza delle vasche di trattamento:

  1. Omogeneizzazione

    • Stabilizza il flusso e il carico inquinante in ingresso, garantendo condizioni costanti per il processo biologico.

  2. Denitrificazione

    • Operata in condizioni anossiche, permette la rimozione dell'azoto sotto forma di nitriti e nitrati.

  3. Ossidazione

    • Condotta in ambiente aerobico, elimina la sostanza organica inquinante presente nei reflui.

  4. Sedimentazione/Decantazione

    • Separa la biomassa dall'acqua depurata, completando il ciclo di trattamento.

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Gli impianti biologici a flusso continuo possono essere utilizzati singolarmente o combinati con altre tecnologie, risultando particolarmente indicati per il trattamento di reflui civili e industriali.

 

Nei reattori biologici a fanghi attivi, la biomassa viene mantenuta in sospensione e miscelata con i reflui, mentre le diverse fasi del trattamento si sviluppano progressivamente in una serie di vasche dedicate.

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I bioreattori a membrane (MBR - Membrane Biological Reactor), combinando i processi di degradazione biologica con la filtrazione su membrane, stanno trovando sempre maggiore applicazione al trattamento delle acque reflue grazie ai vantaggi che li caratterizzano rispetto ai processi convenzionali.

IMPIANTI
MBR

L'unità biologica dei reattori MBR consente la biodegradazione dei contaminanti mentre i moduli di membrane, in essa integrati in varie configurazioni, permettono la separazione fisica dell'acqua trattata dalla miscela aerata, sostituendo l'unità di sedimentazione secondaria degli impianti a fanghi attivi convenzionali.

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Vantaggi

  • Riduzione degli spazi richiesti per l'istallazione dell'impianto in confronto ai sistemi CAS;

  • Assenza di solidi sospesi nell'effluente dall'impianto;

  • Rese di depurazione ≥ 99%;

  • Possibile riutilizzo dell'effluente, dopo un eventuale trattamento di affinamento con membrane di nanofiltrazione e/o osmosi inversa.

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Per garantire le corrette prestazioni delle membrane non è necessario prevedere periodicamente il loro lavaggio con dei prodotti chimici.

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Gli impianti MBR, singolarmente o in combinazione con altre tecnologie, sono impiegati per il trattamento dei reflui

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IMPIANTI SBR

I supporti mobili utilizzati negli impianti MBBR sono liberi di muoversi all'interno del reattore biologico, che è dotato di apposite griglie per impedirne la fuoriuscita.

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Un reattore a letto mobile opera in continuo senza necessità di controlavaggi, minimizzando le perdite di carico e riducendo il rischio di intasamenti. L'agitazione dei supporti plastici è garantita dal sistema di aerazione nei reattori aerobici, oppure da miscelatori meccanici nei reattori anossici o anaerobici.

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L'adozione di sistemi a letto mobile rappresenta un'opzione efficace per l'upgrade degli impianti a fanghi attivi, consentendo di incrementare l'efficienza di rimozione degli inquinanti o di ottenere la nitrificazione senza dover ampliare il volume delle vasche esistenti.

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In configurazioni a più stadi, è possibile raggiungere la completa rimozione dell'azoto (nitrificazione e denitrificazione), sfruttando una successione di reattori progettati per operare in condizioni di carico differenziate.

Per completare il processo, gli impianti MBBR necessitano di un'unità di sedimentazione secondaria o di flottazione per separare il fango dal chiarificato finale, garantendo così un'efficace depurazione delle acque trattate.

Il processo SBR (Sequencing Batch Reactor) utilizza un reattore a volume variabile, suddiviso in due frazioni indipendenti e regolabili:

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  • Volume stazionario (VO): dove si accumula il fango sedimentato.

  • Volume variabile (VF): corrisponde al volume di refluo che viene alimentato e scaricato durante ogni ciclo di trattamento.

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Il reattore raggiunge il livello massimo al termine della fase di alimentazione. La durata e la configurazione del ciclo sono modificabili indipendentemente, consentendo di adattare il funzionamento dell’impianto alle esigenze operative specifiche.

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La gestione integrata di tutte le fasi del trattamento in un unico reattore, unita alla possibilità di regolare le variabili del processo, rende il sistema SBR estremamente flessibile e semplice da utilizzare.

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Vantaggi del trattamento SBR:

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  • Eliminazione della vasca di accumulo e omogeneizzazione, semplificando l’impianto.

  • Elevata resistenza alle variazioni di portata e carico inquinante.

  • Assenza di ricircolo, riducendo la complessità operativa.

  • Ottimizzazione degli spazi, grazie a dimensioni più compatte.

  • Rapidità di installazione, senza necessità di opere civili.

  • Bassi consumi di reagenti ed energia elettrica, migliorando l’efficienza economica.

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IMPIANTI MBBR

In un impianto biologico MBBR (Moving Bed Biofilm Reactor), la biomassa si sviluppa su elementi plastici di supporto immersi nella miscela aerata. Questo processo si svolge all'interno di un reattore che può operare in condizioni aerobiche, anossiche o anaerobiche.

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L'utilizzo del materiale di supporto permette alla biomassa di aderire in modo stabile, consentendo di raggiungere concentrazioni batteriche significativamente più elevate rispetto ai tradizionali impianti a fanghi attivi. Questa caratteristica rende il processo MBBR particolarmente efficiente e versatile per diverse tipologie di trattamenti biologici.

I supporti mobili utilizzati negli impianti MBBR sono liberi di muoversi all'interno del reattore biologico, che è dotato di apposite griglie per impedirne la fuoriuscita.

 

Un reattore a letto mobile opera in continuo senza necessità di controlavaggi, minimizzando le perdite di carico e riducendo il rischio di intasamenti. L'agitazione dei supporti plastici è garantita dal sistema di aerazione nei reattori aerobici, oppure da miscelatori meccanici nei reattori anossici o anaerobici.

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L'adozione di sistemi a letto mobile rappresenta un'opzione efficace per l'upgrade degli impianti a fanghi attivi, consentendo di incrementare l'efficienza di rimozione degli inquinanti o di ottenere la nitrificazione senza dover ampliare il volume delle vasche esistenti.

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In configurazioni a più stadi, è possibile raggiungere la completa rimozione dell'azoto (nitrificazione e denitrificazione), sfruttando una successione di reattori progettati per operare in condizioni di carico differenziate.

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Per completare il processo, gli impianti MBBR necessitano di un'unità di sedimentazione secondaria o di flottazione per separare il fango dal chiarificato finale, garantendo così un'efficace depurazione delle acque trattate.

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FILTRI PERCOLETORI

FILTRO AEROBICO

Questi impianti rendono possibile, mediante un razionale ed abbondante afflusso d’aria, un elevato sviluppo di microrganismi aerobi.

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Possono essere in cemento o in materiale plastico e devono essere dimensionati in base al numero di abitanti equivalenti che ne sono serviti.

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I letti percolatori aerobici sono formati da un cumulo alto da 1,50 a 3 mt. di vari materiali (pietrisco, materiale plastico, ecc.) della grandezza di 4-8 centimetri, che fungono da supporto per lo sviluppo della biomassa batterica attiva ed attraverso il quale percola il liquame.

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La struttura presenta numerosi fori per agevolare l’accesso dell’aria.

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In particolare, i letti hanno le seguenti proprietà:

  • Un sistema di distribuzione del refluo (che deve essere stato preventivamente sottoposto preventivamente ad un trattamento acque) realizzato in modo da distribuire più uniformemente possibile il liquame su tutta la superficie del letto;

  • Un mezzo di riempimento con caratteristiche di grande superficie, con una conformazione e una struttura tale da eliminare il possibile formarsi di percorsi preferenziali del refluo che incidono negativamente sul rendimento depurativo del filtro

  • Un sistema di ventilazione e di drenaggio di sottofondo.

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Sopra alla superficie di ciascun elemento, costituente il letto filtrante dove il liquame percola, si forma una pellicola biologica aerobica in cui sono presenti i batteri saprofiti capaci di degradare le sostanze organiche presenti.

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Il liquame, prima di essere inserito nel letto percolatore, deve essere trattato con grigliatura, disoleatura e dissabbiatura, oltre ad essere sottoposto ad una sedimentazione primaria, indispensabile per rimuovere quelle parti che ostruirebbero alcune zone del letto.

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Il refluo da trattare, arrivato dalle vasche di sedimentazione primaria, percola attraverso il letto senza sommergerlo in modo da lasciare libera circolazione all’aria e raccogliersi sul fondo.

 

Il fondo dei letti percolatori è costituito da una piastra in cemento armato, realizzata con conveniente pendenza verso il sistema di drenaggio, che convoglia l’effluente depurato fuori dal percolatore.

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FILTRO ANAEROBICO

Il filtro percolatore anaerobico viene utilizzato nel trattamento secondario delle acque di scarico nere provenienti da civile abitazione o da scarichi assimilabili, con recapito diverso dalla rete fognaria; è da utilizzarsi a valle di fossa imhoff e degrassatori. 

 

Il filtro percolatore anaerobico è una vasca che ha la funzione di trattare biologicamente le sostanze organiche attraverso la digestione anaerobica. Nel filtro sono dunque presenti microorganismi decompositori che attecchiscono sulle superfici degli elementi in polipropilene che favoriscono l'attecchimento delle biomasse adese.

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