Gestione delle acque di scarico nelle cantine vinicole: tecnologie e buone pratiche ambientali
- Alberto Volpi

- 22 ott 2025
- Tempo di lettura: 2 min

La produzione di vino è una delle eccellenze del nostro Paese, ma anche un’attività che richiede una gestione attenta delle acque di scarico generate in cantina.
Durante le fasi di vinificazione, lavaggio, imbottigliamento e sanificazione, si producono reflui enologici ricchi di sostanze organiche e detergenti.
Gestirli correttamente significa tutelare l’ambiente, rispettare la normativa e migliorare l’efficienza produttiva.
Con un’esperienza consolidata nel settore agroalimentare, SIA Trattamento Acque realizza impianti e soluzioni tecnologiche su misura per le aziende vitivinicole, garantendo conformità, sostenibilità e risparmio idrico.
Origine e caratteristiche delle acque reflue vinicole
Le acque di scarico delle cantine derivano principalmente da:
lavaggio di serbatoi, botti e impianti;
pulizia dei pavimenti e delle linee di imbottigliamento;
residui di mosto, vino e lieviti durante la fermentazione.
Questi reflui presentano carichi organici elevati (COD e BOD), residui di zuccheri e alcoli, pH variabili e una significativa presenza di detergenti.Per questo motivo non possono essere scaricati direttamente nei corpi idrici senza un trattamento adeguato.
Normativa e obblighi per le cantine vinicole
Le acque reflue delle cantine rientrano tra le acque reflue industriali, disciplinate dal D.Lgs. 152/2006 – Testo Unico Ambientale.
Ogni azienda è tenuta a:
richiedere l’autorizzazione allo scarico;
rispettare i valori limite di emissione stabiliti per i reflui agroalimentari;
installare impianti conformi e certificati CE secondo la normativa europea.
Le Regioni e le ARPA possono inoltre definire limiti più restrittivi e modalità di monitoraggio specifiche per le attività enologiche.
Tecnologie e sistemi per la depurazione delle acque di cantina
SIA progetta impianti di trattamento personalizzati per cantine di ogni dimensione, integrando processi fisici, chimici e biologici in modo modulare.
Principali soluzioni:
Equalizzazione per omogeneizzare portate e pH;
Trattamenti chimico-fisici per separare solidi e sostanze sospese;
Depurazione biologica (fanghi attivi, MBR) per abbattere COD e BOD;
Filtri a sabbia e carbone attivo per affinamento finale;
Ultrafiltrazione e osmosi inversa per il riuso dell’acqua trattata nei lavaggi o in agricoltura.
SIA può realizzare anche impianti pilota per testare l’efficienza del processo prima della costruzione definitiva, garantendo prestazioni reali e misurabili.
Benefici ambientali ed economici
Investire in un impianto di trattamento efficiente permette di:
ridurre i consumi di acqua potabile;
limitare i costi di smaltimento dei reflui;
recuperare parte dell’acqua per usi tecnici o irrigui;
migliorare la reputazione ambientale dell’azienda vinicola;
accedere più facilmente a incentivi per la sostenibilità (Transizione 4.0, PNRR, ESG).
Conclusione
Gestire in modo responsabile le acque di scarico in cantina è una scelta che unisce efficienza produttiva e tutela ambientale.
Con l’esperienza di SIA Trattamento Acque, le aziende vitivinicole possono contare su tecnologie certificate, analisi accurate e supporto tecnico costante, trasformando un obbligo normativo in un vero vantaggio competitivo.




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